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Le donne e il vino. La testimonianza di tre donne sarde che vivono questo rapporto, spesso sottovalutato, giorno per giorno.

Qual è il rapporto che lega le donne al vino?
Abbiamo già sfatato 10 miti su questo tema caldo. Leggi l’articolo.

Oggi le aziende vitivinicole stanno “ringiovanendo”, infatti sempre più giovani riscoprono la passione per vigna e cantina.
In questo processo un ruolo fondamentale è svolto dalle donne, viste forse ancora troppo lontane dalle dinamiche di questo mondo affascinante.

Noi di WinePIX abbiamo provato ad approfondire il discorso donne e vino, approfittando della festa delle donne del vino: “Donne, vino e motori”, una manifestazione che si è svolta il 4 marzo su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto della “festa della donna” che ricorre l’8 marzo.

Per aiutare a capire bene quali sono i pensieri del gentil sesso legati al vino abbiamo posto alcune domande a tre donne del vino sarde.
È interessante capire il loro punto di vista, perché troppo spesso si affermano alcuni stereotipi che ci portano fuori contesto.

Ringraziamo per la disponibilità e partecipazione Giovanna Chessa (Cantine Chessa), Laura Fiori (Cantina Sorres) e Nicoletta Pala (Cantina Audarya).

Laura Fiori

Laura Fiori

Cantina Sorres

Nicoletta Pala

Nicoletta Pala

Cantina Audarya

Di seguito i loro pensieri.
Una donna che fa parte dell’universo vitivinicolo:

Che genere di vino beve?

Giovanna Chessa: per quanto mi riguarda posso dire che certamente non guardo al grande nome. Piuttosto bevo e scelgo i vini in base alla situazione, all’umore ed al luogo in cui mi trovo.

Laura Fiori: Una donna che fa parte dell’universo vitivinicolo non beve un genere di vino in particolare nel senso che come tutti sceglie in base al suo gusto personale, alla voglia di sperimentare, all’emozione del momento.

Nicoletta Pala: Sicuramente le donne bevono vini corposi e soprattutto fanno grande attenzione alla gastronomia, si sa che le donne amano cucinare e trovare abbinamenti cibo-vino diventa quasi un gioco e un punto di partenza per scegliere un vino.

Come sceglie il vino?

Giovanna Chessa: Per una serata spensierata preferisco un vino semplice e dinamico mentre per una serata di relax un vino maggiormente strutturato e complesso.

Laura Fiori: Si sceglie il vino in base a quello che si ha voglia di bere in quell’istante. Il processo di scelta non è sempre lo stesso, non è standard.

Nicoletta Pala: Le donne scelgono in base alla qualità prima di tutto, sicuramente è sempre fondamentale. Ma scelgono anche in base a ciò che un vino è capace di comunicare, in questo il packaging gioca forti emozioni. La scelta delle nostre etichette nasce anche per questo, in fondo il vino è arte!

Che sensazioni prova in vigna e cantina?

Giovanna Chessa: Le sensazioni più belle in vigna si provano la sera quando la campagna è deserta e attorno regna il silenzio. Sono sensazioni di pace e libertà. In cantina prevale entusiasmo e curiosità per ciò che sarà…

Laura Fiori: In vigna mi sento come a casa, il contatto con la natura mi rilassa e in cantina si prova l’entusiasmo di vedere il risultato di tanto lavoro.

Nicoletta Pala: Le sensazioni sono varie, entrano in gioco tante emozioni quando si è in vigna, il contatto con la natura, donna-natura in particolare è una delle cose più belle. Penso ci sia un forte legame tra donne, natura e quindi territorio. Sicuramente questo si ripercuote anche in cantina, sviluppando tante attività che vanno oltre la produzione. L’enoturismo ad esempio si ricollega al legame donna,natura e territorio, ed è in forte crescita, in tutta Italia. Poi non mancano giovani enologhe e cantiniere donne.

Che tipo di valutazioni fa prima di lanciare un prodotto sul mercato?

Laura Fiori: Per quanto ci riguarda lanciamo un prodotto sul mercato solo nel momento in cui siamo sicure di poterlo fare al meglio in corrispondenza di quella che è la nostra filosofia, il nostro concetto di qualità. Per cui niente deve essere lasciato al caso.

Nicoletta Pala: Diamo massima attenzione a quelle che sono le sensazioni e le emozioni che un vino può dare, a partire dalla qualità, dai profumi e dai sapori. Si sa, l’olfatto delle donne è altamente sviluppato. Non dimentichiamoci poi che le donne sono le maggiori acquirenti di vino in tutto il mondo.

Esiste una differenza tra visione maschile e visione femminile? Se si qual è?

Giovanna Chessa: Non credo esista differenza fra visione maschile e femminile. Penso che in questo lavoro sia molto importante la determinazione e non l’appartenenza ad un genere piuttosto che ad un altro.

Laura Fiori: Dire che non ci sia una differenza tra la visione maschile e quella femminile equivarrebbe a dire che uomini e donne siamo uguali, ma non è così ed è giusto che non lo sia perché altrimenti non potremmo completarci a vicenda. Dal mio punto di vista le donne hanno una visione più legata alla sfera emotiva, mentre gli uomini hanno una visione più legata all’aspetto pratico.

Nicoletta Pala: Io penso che uomo e donna siano complementari e anche nel vino entrambe le figure debbano andare di pari passo, ci deve sempre essere un confronto reciproco. E’ chiaro che le donne danno un valore aggiunto al vino, collegandolo al territorio, alla cucina, all’arte e alla cultura. Ma ciò non significa che l’uomo abbia una visione distorta di tutto ciò.

Perché ancora oggi si fa fatica a vedere le donne come produttrici di vino?

Giovanna Chessa: Non credo che si faccia fatica a vedere una donna nel campo della produzione del vino. Anzi, ormai il mondo del vino si esprime sempre più al femminile. Per esempio oggi esitono molte produttrici, amministratrici, enotecarie, importatrici, sommelier, giornaliste etc.

Laura Fiori: Perché purtroppo molti pensano ancora oggi che il lavoro in vigna o cantina debba essere svolto dagli uomini e che le donne non siano adatte. Si tende ad associare questi lavori ad un discorso di forza fisica. Basti pensare che quando ero incinta di mia figlia mi dicevano: “Peccato, sarebbe stato meglio un maschietto per la vigna”.
Altri dicono che noi stiamo andando avanti solo perché c’è ancora il supporto di nostro padre e ci danno per spacciate nel momento in cui deciderà di non essere più al nostro fianco.

Nicoletta Pala: Si fa fatica perchè si è sempre stati abituati a vedere il mondo del vino e dell’agricoltura in generale come mondo maschile. Sappiamo che cambiare le abitudini non è facile. Tra l’altro sbagliando, perchè la figura della donna, anche se in minoranza c’è sempre stata (mio nonno aveva anche giovani donne che lavoravano in vigna per lui sin dagli anni 50). Spero che questo sia solo l’inizio di una piccola rivoluzione. Solo così, facendo squadra, riusciremo a far capire la grande importanza della donna nel mondo del vino, così come in qualsiasi altro settore e a smontare questi stereotipi maschilisti ancora troppo forti!

Dalle risposte possiamo capire di come lo stereotipo del vino prettamente maschile sia ormai superato, come molti altri stereotipi.

E voi come scegliete il vino giusto?
Provate WinePIX e fateci sapere cosa ne pensate.
WinePIX: niente più segreti, solo vino!