Cannonau di Sardegna tra le mani - winepix

Il cannonau ha origini sarde o è stato importato?

Oggi approfondiamo l’argomento, sostenendo che il Cannonau di Sardegna è un vino che ha origini 100% sarde.

La Sardegna è stata il teatro dell’ultimo concorso enologico internazionale “cannonau del mondo” (Grenaches du Monde).
Per questo motivo sono nate diverse discussioni dove il focus principale era appunto il Cannonau.
Da una parte chi si schierava pro cannonau in purezza e dall’altra chi vedeva nel concorso un ottimo palcoscenico per misurarsi con altre realtà.

A prescindere da tutto questo, noi di WinePIX abbiamo voluto approfondire il tema caldo del Cannonau di Sardegna attraverso la testimonianza di Gianni Lovicu, 53 anni, agronomo, ricercatore e responsabile del settore di ricerca in viticoltura di Agris Sardegna.
Autore di oltre 120 pubblicazioni a carattere tecnico scientifico, coordinatore scientifico del progetto A.K.I.N.A.S., (Antigas Kastas de Ide pro Novas Arratzas de inu de Sardinna, Nuovi prodotti enologici dalla biodiversità viticola della Sardegna), Gianni ha avuto il grande intuito di studiare le origini del Cannonau, rivalutando e rielaborando documenti storici.

L’occasione era ghiotta e noi siamo sempre curiosi in fatto di vino. Quindi facciamo 2+2.
Ringraziamo Gianni per la sua disponibilità.

Ecco l’intervista.

1- Cosa rappresenta il cannonau per te?

E’ l’uva nera per eccellenza. E’ il vino conosciuto. I gusti – e i profumi – che senti da giovane e poi ti porti dietro per tutta la vita. Ma è anche una varietà difficile da coltivare, problematica quasi fuori dalle zone di eccellenza, che diventa una sfida importante per i tecnici e le aziende che se ne occupano.

2- Cosa rappresenta il cannonau per la Sardegna?

E’ il vino rosso sardo per definizione. E’ un’uva, e quindi un vino, a forte carattere identitario. Nel vero senso della parola: credo che il Cannonau sia fortemente influenzato dall’ambiente e dal territorio, ma anche – o soprattutto – dagli uomini ( o donne) che lo producono. In questo senso è un vero biglietto da visita, di un’azienda, non solo di un territorio.

3- Il cannonau sembra essere il vitigno (tra quelli sardi) più conosciuti fuori dalla Sardegna. Secondo te perché?

Non so. Posso ipotizzare il nome (identitario – la mitica U finale) facile da ricordare. E poi forse siamo noi sardi a presentarlo così, ad enfatizzarlo.
Certo che lo carichiamo di una bella responsabilità: il nome che più si avvicina da un punto di vista fonetico a cannonau e’ “cannonata”. Ecco perchè è un nome impegnativo! Come se un calciatore si chiamasse Diego Armando Edson Arantes Cruyiff! Con un nome del genere non puoi essere una schiappa!

4- Cosa manca agli altri vitigni sardi per ricevere maggiore attenzione?

Dovremmo ragionare non per vitigno, ma per Vitis. Cioè, senza giocare sulle parole, la Sardegna è la terra d’origine di molte varietà che poi si sono affermate nel mondo (proprio il cannonau è il caso più emblematico) e forse è su questo che a livello di immagine punterei. Sardegna = Vite = Vino.
Se pensiamo alla molteplicità di vitigni autoctoni presenti nell’isola è molto più logico pensare a far conoscere l’isola (davvero INSULA VINI) e poi il resto viene da sé. Altrimenti ogni volta che presento un vino (tutti meritevoli) mi devo porre il problema di farlo conoscere.

5- Perché hai condotto uno studio sulle origini del cannonau? Orgoglio sardo?

No, mi sembrava strano che gli antenati dei viticoltori che vedevo all’opera da piccolo, diffidenti del vino del vicino che “non si sapeva mai che tipo di uva avesse aggiunto al cannonau”, fossero così esterofili da accettare passivamente varietà non locali. Questo il dubbio originale.
Quando poi ti imbatti nella popolazione di vite selvatica meglio conservata del Mediterraneo (ancora oggi, nonostante argini e bonifiche di fiumi!) e quindi del mondo, capisci che c’è stato un corto circuito di conoscenza e di logica.
Che bisogno avrebbero avuto i sardi di ricorrere a uve e vini esterni? Più logico pensare che avrebbero potuto facilmente (cosa che poi viene dimostrata dalle ultime indagini) procedere da soli in perfetta autonomia.

Per i più curiosi ecco un link di approfondimento sul Cannonau

6- Quanto sono importanti i concorsi enologici per far conoscere i vitigni?

A questa domanda dovrebbero rispondere le aziende. Anche se credo che, dal momento che partecipano, la risposta sia che sono utili. Forse sarebbe bene dosare in qualche caso le energie ed essere un po’ più selettivi, partecipando soltanto ai concorsi che effettivamente hanno delle ricadute positive.

7- Quanto è importante il binomio vino/territorio?

Nel caso del Cannonau è fondamentale. Non solo per la differenza di prodotto dovuta all’influenza del territorio, ma anche perché le tipologie di prodotto cambiano tantissimo in rapporto all’origine.
E il caso diventa davvero evidente quando si vinifica il Cannonau in purezza: solo nei territori più vocati è possibile ottenere un Cannonau che si regge in solitudine, senza l’aiuto di altri vitigni.

8- Opinioni sul Grenaches du Monde 2017?

Una bella vetrina per la Sardegna e per l’enologia sarda, resa possibile da un grande impegno di diversi attori, in particolare dei colleghi dell’Agenzia Laore: davvero un gran lavoro.
Ancora più rimarchevole il fatto che è stato svolto in assenza dell’Assessore all’Agricoltura, posto vacante da oltre due mesi.

9- E sulla “polemica” dei difensori del cannonau in purezza?

Capisco le loro motivazioni, ma ho paura che abbiano perso entrambi: i produttori (a non partecipare) e il concorso (che non li ha visti presenti).

Vi abbiamo convinto?
e Voi che vino preferite?
Ma soprattutto come lo scegliete?